ETF come previdenza per la vecchiaia

ETF come previdenza per la vecchiaia
21 settembre 2021
I dati più importanti in sintesi
  • ETF è l’acronimo di “exchange-traded fund” e identifica un fondo d’investimento negoziato in borsa

  • Gli ETF sono considerati trasparenti e sicuri 

  • Gli ETF si distinguono in ETF fisici e sintetici

  • Il Total Expense Ratio (TER) è un indice dei costi totali di un fondo

  • Un’alternativa al piano di risparmio è l’assicurazione pensionistica basata su ETF

  • È necessario fare attenzione che l’orizzonte d’investimento sia di lungo periodo e che il fornitore di ETF sia affidabile

Sicurezza in pensione

La previdenza privata è più importante che mai. Gli investimenti finanziari, ad esempio i cosiddetti ETF, sono una delle possibili soluzioni per realizzarla. Essendo particolarmente convenienti, gli ETF sono un’alternativa interessante anche per i giovani. Inoltre, per la loro struttura sono considerati relativamente sicuri. Qui di seguito vi sveliamo a cosa è dovuta questa fama e come potete sfruttare gli ETF per la vostra previdenza per la vecchiaia.

Cos’è un ETF?

ETF è l’acronimo di “exchange-traded fund” e identifica un fondo d’investimento negoziato in borsa. La sua particolarità consiste nel fatto che un ETF replica un indice di borsa, per questa ragione si usa comunemente anche il termine fondo indicizzato. Banche o società d’investimento investono il denaro dei loro investitori in tutti i titoli compresi in un determinato fondo. Qualsiasi variazione nell’indice - ad esempio se esce una società o ne entra una nuova - viene implementata anche nell’ETF.  

Un indice di borsa raccoglie determinate grandezze, negoziate in borsa. Può trattarsi ad esempio di un indice azionario che raccoglie le azioni di diverse società quotate in borsa. A seconda dell’indice specifico, queste società devono soddisfare determinati requisiti. Il DAX, l’indice azionario tedesco, raccoglie per esempio le 30 maggiori società (dal punto di vista del mercato azionario tedesco).

Qual è la differenza rispetto ai fondi tradizionali?

State considerando un ETF come previdenza per la vecchiaia? È opportuno in tal caso conoscere la differenza rispetto ai fondi d’investimento tradizionali e ai fondi azionari: al contrario di questi, un ETF vi consente di investire in mercati interi anziché in singole società. Per questo gli ETF rientrano nella categoria degli investimenti passivi. Altre differenze:

  • I fondi tradizionali di solito sono gestiti attivamente da un gestore di fondi ed è per questo che sono considerati investimenti attivi.
  • Acquistando e vendendo titoli, un gestore di fondi cerca di superare un determinato indice di riferimento e di ottenere un rendimento superiore. Nell’ETF, invece, l’obiettivo è conseguire il risultato dell’indice di riferimento.  
  • Non tutti i fondi tradizionali permettono agli investitori di vedere e seguire l’operato del gestore del fondo. Inoltre il gestore può cambiare e con esso anche la strategia d’investimento.
  • I costi per la remunerazione del gestore e per l’attività di amministrazione sono normalmente più alti di quelli per gli ETF. Pertanto questi fondi devono conseguire un certo rendimento per ripagare gli investitori. 

Gli ETF sono un’opzione interessante per la previdenza di vecchiaia anche per il fatto che mediamente un ETF è considerato molto trasparente e chiaro, proprio perché gli indici di riferimento si possono vedere senza problemi. Tuttavia, il fatto che un ETF replichi un solo indice e non cerchi di “battere il mercato”, cioè di conseguire rendimenti il più possibile elevati, può essere un vantaggio e allo stesso tempo uno svantaggio, a seconda di quale sia la vostra tipologia di investimento e di quale obiettivo finanziario perseguiate.

Ma non dovrete assolutamente preoccuparvi per il denaro che avete investito: anche gli ETF come i fondi tradizionali sono gestiti come patrimonio separato. Così il vostro investimento è protetto anche in caso di insolvenza del fornitore.

Tra quali fondi indicizzati potete scegliere?

Gli ETF non sono tutti uguali:

  • con un ETF fisico vengono acquistati esattamente tutti i titoli compresi in un determinato indice. Il requisito da soddisfare è che l’indice non sia troppo grande. In caso contrario viene acquistata solo una selezione di titoli.
  • L’ETF sintetico, invece, può anche contenere titoli che non fanno parte in realtà dell’indice replicato. Inoltre l’ETF sintetico consegue degli utili sotto forma di garanzie che un fornitore di ETF ottiene da parte di un istituto finanziario, ad esempio una banca. La banca riceve in cambio (definito in inglese “swap”) una selezione di titoli.

Inoltre si opera una distinzione anche per quanto riguarda il tipo di partecipazione agli utili:

  • un ETF a distribuzione distribuisce i dividendi complessivamente agli investitori. Si tratta di entrate regolari molto comode se desiderate utilizzare un ETF per il vostro tenore di vita anziché per la previdenza per la vecchiaia.
  • Nell’ETF ad accumulazione le distribuzioni sono reinvestite direttamente nel fondo. Con un ETF di questo tipo potete veramente far crescere il vostro patrimonio finalizzato alla costituzione di una pensione per la vecchiaia.

Quanto costano gli ETF?

Un ETF innanzitutto dovrebbe ridurre al minimo i costi. Dato che non c’è un gestore che gestisce il fondo, i fondi indicizzati sono relativamente convenienti. Tuttavia vale la pena controllare le clausole scritte in piccolo: alcuni fornitori pagano delle provvigioni a banche e broker di fondi. Questi costi vengono poi trasferiti al cliente. Inoltre potrebbero essere applicate commissioni di gestione e amministrazione. Inoltre, per un ETF occorre versare anche l’IVA.

In che misura i costi vadano a ridurre i rendimenti, si evince dal cosiddetto Total Expense Ratio (TER). Il Total Expense Ratio (TER) è un indice dei costi totali di un fondo. Nel TER non sono considerate le spese di transazione.

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Come si deve operare con un ETF per la pensione di vecchiaia e per la costituzione di un patrimonio?

È importante programmare la propria previdenza per la vecchiaia privatamente. È adatto un ETF come previdenza per la vecchiaia?

Prima di tutto: con un ETF si possono conseguire rendimenti nella stessa misura di quelli conseguiti dagli investitori del singolo indice di borsa, ma con costi decisamente più bassi. È un aspetto determinante soprattutto nell’attuale era dei tassi bassi: grazie a questa riduzione dei costi il rendimento degli ETF spesso è ancora superiore al 5% a dispetto dei tassi bassi. Per questo si può affermare che gli ETF siano adatti per la costituzione di un patrimonio. 

Il prodotto finanziario adatto per la previdenza per la vecchiaia con un ETF

Essendo relativamente economici, gli ETF costituiscono un’opzione valida in particolare per i giovani. Determinante però è la scelta del prodotto giusto per garantirti una previdenza per la vecchiaia efficace con ETF. 

Piani di risparmio ETF

Un piano di risparmio ETF si può creare con relativa facilità sia rivolgendosi a fornitori online sia a banche tradizionali. Si tratta di investire un deposito senza spese presso il fornitore di vostra scelta. Successivamente dovrete scegliere un indice di borsa nel quale volete investire e prestabilire le vostre quote di risparmio. Queste potranno essere modificate in un secondo tempo in modo flessibile: in caso di ristrettezze finanziarie, è anche possibile sospendere i versamenti. Quando, invece, avrete a disposizione più liquidità, potrete aumentare le quote. 

Con i vostri versamenti, ogni mese saranno acquistati titoli dell’indice che avrete scelto. Questo avverrà fino a quando non deciderete di farvi liquidare il vostro piano di risparmio, cosa che potrete fare in qualsiasi momento.

Assicurazione pensionistica basata su ETF

Un’alternativa al piano di risparmio è l’assicurazione pensionistica basata su ETF. Come si evince dal suo nome, questa tipologia di previdenza per la vecchiaia basata su ETF va vista più come un’assicurazione di lungo periodo che come un mero strumento per la costituzione di un patrimonio. Il processo di risparmio è identico a quello del piano di risparmio ETF: anche per l’assicurazione pensionistica dovete creare un deposito ed effettuare versamenti periodici. 

La differenza tra le due tipologie di investimento emerge solo al momento della liquidazione. Anche il denaro accumulato nell’assicurazione pensionistica ETF può essere liquidato tutto in una volta. Tuttavia, esiste anche la possibilità di liquidazioni mensili. Nei due casi, però, il regime di tassazione applicato alle liquidazioni sarà differente.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di una previdenza per la vecchiaia con ETF?

Un piano di risparmio ETF è un buon modo per far crescere il proprio patrimonio. Dato però che con questa tipologia di investimento il denaro viene liquidato in un’unica soluzione, si adatta solo limitatamente ai fini pensionistici. Il modello delle liquidazioni mensili sotto forma di assicurazione pensionistica offre già qualche prospettiva in più.

Tuttavia, il grande vantaggio dei fondi indicizzati, ovvero la gestione passiva, è anche il loro massimo svantaggio rispetto ad altre assicurazioni pensionistiche unit linked. Mantenere il focus su un rendimento più elevato possibile diventa sempre più determinante proprio in periodi in cui le lacune pensionistiche si vanno ampliando. Tanto più che anche le assicurazioni pensionistiche basate su ETF non offrono alcuna garanzia che gli investimenti effettuati generino sufficienti guadagni per colmare la lacuna pensionistica. È vero che gli ETF sono considerati relativamente sicuri ai fini della previdenza per la vecchiaia. Tuttavia restano ovviamente i rischi connessi alle oscillazioni dei mercati.

A cosa si deve prestare attenzione quando si investe in ETF?

Con un piano di risparmio ETF la sfida maggiore consiste nel reagire con equilibrio e serenità agli andamenti dei mercati. Bisognerebbe “resistere” almeno 10-15 anni e non liquidare il proprio investimento troppo precipitosamente. Solo così è possibile bilanciare adeguatamente rischi quali le perdite di valore.

Ma a prescindere che optiate per un piano di risparmio o un’assicurazione pensionistica, la scelta che conta di più è quella del fornitore di ETF. Tale scelta non dovrà basarsi esclusivamente sulle spese correnti del fondo indicizzato. In effetti, spese correnti basse suggeriscono l’idea di un rendimento più elevato, ma in realtà non è detto che sia così. Ad esempio dei fornitori ETF potrebbero prestare azioni a banche per conseguire utili aggiuntivi. Questo non viene considerato nelle spese correnti. Inoltre, si dovrebbe scegliere un ETF presente sul mercato già da un certo tempo. Così è possibile verificare se sia riuscito a conseguire il risultato dell’indice di borsa replicato. 

Naturalmente, occorre tenere conto anche delle proprie conoscenze finanziarie e borsistiche. Per i profani può essere difficile penetrare i segreti di qualche indice azionario. Considerato che non c’è un gestore del fondo che svolge questo lavoro al vostro posto, per la previdenza integrativa con ETF è consigliabile cominciare scegliendo un indice di riferimento strutturato nel modo più semplice possibile.

Quali sono le alternative all’ETF per la vostra previdenza per la vecchiaia?

Se non siete esperti di borsa, gli ETF rappresentano un modo semplice per partecipare ugualmente all’andamento dei mercati. I bassi costi e la possibilità di farsi liquidare gli utili sotto forma di rendita vitalizia, rendono la previdenza per la vecchiaia con ETF particolarmente interessante per i giovani. 

Tuttavia altre tipologie di assicurazione previdenziale unit linked possono essere più redditizie e colmare più efficacemente la vostra lacuna pensionistica. Vi conviene quindi informarvi sulle alternative e trovare così la previdenza per la vecchiaia più adatta al vostro caso.

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Fonti

  1. https://www.finanztip.de/indexfonds-etf/fondssparplan/